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 MARCHIO LA MORGIA

 

La fideiussione deve essere dichiarata nulla ogniqualvolta il comportamento della banca beneficiaria della garanzia sia contraria ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto.

La violazione di tali principi si verifica anche nell’ipotesi in cui la nuova ed ulteriore concessione del credito sia avvenuta nonostante il peggioramento delle condizioni economiche e finanziare del debitore principale, con conseguente consapevolezza da parte della banca della situazione di irreversibile insolvenza.

Quanto sopra è stato affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 16827 del 2016.

Nel caso di specie, la ricorrente contestava la decisione della Corte d’appello in merito al comportamento mantenuto dalla Banca creditrice che, avendo continuato ad erogare finanziamenti alla società, in condizioni economiche disastrose sin dal primo bilancio, avrebbe violato il disposto dell’art. 1956 c.c. nonché il canone di buona fede ex art. 1375 c.c..

La Suprema Corte ha accolto la domanda sollevata dalla ricorrente, ravvisando nel comportamento della banca che concede prestiti al debitore principale, nonostante le gravi difficoltà economiche di quest’ultimo, senza informare il fideiussore dell’aumento del rischio e senza chiederne la preventiva autorizzazione, una violazione dei doveri di correttezza e buona fede contrattuale.

In particolare, la Banca aveva concesso finanziamenti alla società, debitrice principale, nonostante i bilanci di quest’ultima fossero costantemente in perdita, senza preoccuparsi di chiedere l’autorizzazione al fideiussore, contrariamente al caso in cui debitrice sia una società e il garante ne sia amministratore o comunque socio, dal momento che, in tale ultima ipotesi, la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale è comune, o deve essere presunta tale.

Pertanto, nella citata sentenza si afferma che la garanzia fideiussoria debba considerarsi nulla laddove la nuova concessione di credito sia avvenuta nonostante il peggioramento delle condizioni economiche e finanziarie del debitore principale, cosi che possa ritenersi che la Banca abbia agito nella consapevolezza di un’irreversibile situazione di insolvenza, e quindi senza la dovuta attenzione anche nell’interesse del fideiussore, non avvisandolo e non chiedendo la sua autorizzazione.

LO STUDIO

Lo studio nasce a Lanciano nel 1987 dall’iniziativa dell’Avv. Camillo La Morgia ed oggi riunisce professionisti con differenti background e competenze consolidate in una varietà di settori del diritto.

Le metodologie di lavoro adottate dallo Studio si caratterizzano per un approccio fortemente focalizzato su specifiche aree di attività che consente di fornire assistenza e consulenza legale.

La capacità organizzativa e il livello di esperienze consentono allo Studio di gestire anche operazioni complesse, garantendo sempre un lavoro accurato e un saldo rapporto fiduciario tra il singolo professionista e il cliente.

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